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Ottaviano Vesuviers. Saggese traccia il bilancio 2019: “Sogno una prima squadra composta da ragazzi ‘Made in Vesuviers’…”

Un altro anno volge al termine, e come di consueto la nostra redazione è pronta a mettersi in contatto con le realtà ottavianesi per tracciare un bilancio al termine dell’anno solare.
Iniziamo con il basket, ospite ai nostri microfoni è il direttore dei Vesuviers, Lele Saggese: “La stagione sportiva 2019/2020 alterna luci ed ombre, le ombre più grandi riguardano la nostra stessa sopravvivenza in quanto non riusciamo ad incrementare il settore minibasket e su questo abbiamo fatto una riflessione a 360 gradi per cercare di porre rimedio alla flessione di iscrizioni. Il nostro è uno sport che purtroppo poco tira e da gennaio proveremo con un’altra campagna di adesioni tra i bambini. Per quanto riguarda le categorie Under, siamo contenti del percorso intrapreso dall’under 16, ridimensionato nell’organico per alcuni abbandoni, ma non ridimensionata nella sostanza in quanto continua il suo bel percorso sportivo ed è saldamente in testa nel suo girone nella prima fase del campionato nonostante la sconfitta di domenica a Marigliano. Questo gruppo – continua – ha ancora da lavorare molto per aspirare a risultati più prestigiosi soprattutto nella mentalità di squadra. Il gruppo under 18, costituito dal gruppo storico Vesuviers dei 2003 e dai tanti ritorni di 2003 e 2002 da altre società, dopo un inizio sofferto e stentato ha iniziato a macinare un buon gioco e i risultati sicuramente verranno. A coadiuvare Vincenzo Pace nella gestione dei due gruppi abbiamo Giuseppe Esposito, collega ingegnere di Ottaviano, ex cestista che ha ripreso la sua passione e sta perfezionando anche il corso di allenatore di base”.
Con il dirigente rossoblé focalizziamo l’attenzione su un’analisi più tecnica, con Saggese che sostiene: “Coach Pace lamenta la carenza di orari, due giorni a settimana sono pochi ma dobbiamo condividere con la pallavolo la struttura e giustamente abbiamo una scelta minore di orari e giornate. Per il resto Pace ha affrontato con il giusto passo la preparazione tecnica e fisica dei ragazzi ed i risultati si stanno vedendo. Raffaella (Esposito, ndr), invece, paga purtroppo la mancanza di continuità dei gruppi minibasket ma comunque sta svolgendo il suo lavoro egregiamente. Futuro? Per il 2020 cercheremo di incrementare soprattutto la base mentre i risultati ai quali più ci teniamo sono quelli di tipo educativo e associativo. Il nostro obiettivo è arrivare con questi due gruppi, ma anche con quelli che seguiranno, a formare una squadra senior composta esclusivamente da ragazzi made in Vesuviers. Per le competizioni regionali del campionato in corso come sempre vogliamo ben figurare nella seconda fase”.
Ottaviano vive una vera e propria ‘crisi sportiva’, la pallavolo si trasferisce a Cercola, il futsal non ha rappresentanza, Saggese non si scompone e rilancia: “Faccio una premessa doverosa: Ottaviano, come tutti i piccoli centri, soprattutto al centro Sud, oggi può supportare progetti professionistici di piccolo livello in quanto le strutture per ospitare pallavolo, basket, futsal semiprofessionistico e calcio, richiedono investimenti non sopportabili sia per i bilanci comunali che societari. Un palazzetto che vada bene per la serie A di pallavolo, pallacanestro e futsal o uno stadio di calcio per la serie C/B costano tanto sia per costruirli, sia per gestirli, e il bacino d’utenza sportivo non è tale da giustificare questi investimenti. Fatta questa premessa, che tra l’altro sposa la nostra scelta di dedicarci ai settori giovanili ed a programmare senior fatti in casa, ritengo che lo sport locale risenta della crisi nazionale sullo sport, abbiamo scuole senza palestre degne di tale nome, strutture sportive che risentono del peso degli anni e soprattutto una mentalità dirigenziale locale che predilige spendere tantissimo per ottenere successi sportivi immediati senza investire alcunché nei progetti legati ai giovani. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, si raggiungono successi di fila spendendo tanto ed una volta in vetta ci si rende conto di non avere strutture sportive adeguate e soprattutto ricambi locali che ti consentano di fare squadre senza svenarti. E si scompare dalla scena invocando ciò che non potrà mai esserci, non ho mai inseguito questi falsi miti ma ho pensato concretamente di costruire qualcosa che dia ai bambini che poi diventano adulti un percorso ludico sportivo oltre ad un indirizzo formativo caratteriale tale da apprezzare i valori dello sport, del vivere sano, del rispetto altrui, della socializzazione. Cerchiamo di colmare quel vuoto che attualmente è presente nella formazione dei bambini e dei ragazzi a scuola dove lo sport è sempre più una chimera e lo facciamo insegnando loro a sudare, lottare sempre rispettando le regole. Le strutture che abbiamo hanno bisogno di cure radicali e la politica deve capire che il nostro impegno è anche sociale, in quanto noi cerchiamo di allontanare i ragazzi dai falsi idoli che si presentano davanti ai loro occhi, li educhiamo assieme ai genitori a curare spirito, mente e corpo, a sacrificarsi per raggiungere i veri obiettivi della vita, senza ricorrere a scorciatoie oppure a brogli. Il lavoro fatto con i settori giovanili dai Vesuviers, dalla Gis Pallavolo, dalle scuole calcio di Michele Avino e di Riccardo Iervolino, dagli Eagles dell’amico e maestro Gennaro Di Laora e da altri che non ricordo ma mi perdoneranno se non li nomino, è impagabile. Ogni anno inculchiamo ai ragazzi valori e coltiviamo in loro la passione dello sport e questo lavoro vale molto di più di tanti progetti teorici che si fanno per loro ma che spesso restano solo sulla carta. Noi, ma anche le altre società interveniamo a favore delle famiglie disagiate, in silenzio e senza strombazzare troppo questo impegno, perché oggi tutti devono sentirsi uguali e poter accedere alle attività sportive ed evitare che ci siano dei bambini che non abbiano la possibilità di curare corpo e mente con lo sport. Solo per questo meritiamo un progetto, anche a piccoli passi di manutenzione straordinaria sulle strutture esistenti, per fare in modo, specialmente per il nostro sport, di non ritrovarci prima o poi senza struttura. Abbiamo l’esempio di ciò che è successo anni fa a San Giuseppe Vesuviano, dove stadio e palazzetto furono chiusi per mancanza di interventi di manutenzione causando la morte del movimento di pallavolo, calcio e pallacanestro. La scomparsa di una società sportiva apre delle falle enormi nel sistema sociale di una piccola comunità come quella ottavianese e la politica deve fare attenzione a che questo non accada. Mi auguro anche che, per la ricostruzione del plesso dei Pacioni, si presti attenzione alle scelte progettuali e dotare il plesso di una vera palestra e non di uno stanzone come è presente negli altri plessi. Una palestra degna di tale nome consentirebbe di ampliare la dotazione impiantistica locale e aumenterebbe l’offerta a basso costo di fare sport”.
Un fiume in piena Lele Saggese, che conclude poi con i ringraziamenti di rito: “Il primo ringraziamento è sempre a voi di OttavianoSport.it che promuovete tutte le società locali e date loro lustro con i vostri articoli, il secondo ringraziamento va sempre al presidente Valerio Romano che mi da una mano a portare avanti il progetto, nonché a tutto lo staff composto da volenterosi genitori e tutti gli altri genitori che ci affidano i figli ogni anno credendo nel progetto Vesuviers. Infine faccio il mio augurio generale agli ottavianesi per un 2020 sereno e pieno di soddisfazioni”. Auguri Lele e buon proseguimento di campionato a tutti i Vesuviers!

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