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Emergenza Coronavirus. Stop prolungato per allenamenti e gare, Molaro: “Rischio infortuni al rientro”

Fase 2. Dopo oltre un mese di restrizioni forzate, l’attenzione degli italiani è tutta rivolta al secondo step: tutto ruota attorno al ‘quando’ ogni singolo cittadino potrà cominciare a riprendersi la propria vita, le proprie abitudini. Anche il mondo dello sport pende dalle labbra del premier Conte (oggi alle ore 14 la tanto attesa conferenza stampa, ndr) anche se, nei giorni scorsi, la Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) si è già pronunciata, raccomandando un ulteriore stop di allenamenti e gare oltre il 13 aprile, in particolar modo per tutte quelle società dilettantistiche:

“Per le discipline sportive dilettantistiche, la FMSI ritiene consigliabile proseguire lo stop agli allenamenti e alle gare oltre il 13 Aprile”

Questo l’estratto del comunicato (clicca qui per leggerlo integralmente, ndr), ma per approfondire l’argomento ne abbiamo parlato con il dottor Salvatore Molaro, cofondatore del centro Kinesia di Ottaviano, fondatore e responsabile K-Academy: “L’Italia, come il resto del mondo, si trova ad affrontare una crisi economico-sanitaria legata alla diffusione del nuovo Coronavirus. Ci troviamo in un’emergenza mai affrontata prima, non voglio alimentare polemiche ma, numeri alla mano, lo sport puó aspettare, pur tenendo conto dei danni economici per i mancati introiti della vendita di biglietti, diritti TV e sponsorizzazioni varie. Soprattutto nel rispetto degli enormi sacrifici fatti dai medici, infermieri e tutto il personale sanitario che sta combattendo in prima linea tutti i giorni”.
Parola chiave, sicurezza: “Che sia il 14 aprile o altra data, l’ importante è che ci siano massime garanzie per atleti e tutti gli addetti ai lavori, per non vanificare gli enormi sforzi compiuti. Per il rientro all’attivitá bisognerebbe soprattutto attenersi al parere dei medici, ma è il governo, l’unico che deve dare le indicazioni utili in termini di calendario. La ripresa dovrà avvenire nelle condizioni di massima sicurezza per gli atleti: ogni societá sportiva deve mettere in pratica tutte le disposizioni igienico-sanitarie presenti nel protocollo della FMSI (test sugli atleti e sicurezza degli ambienti sportivi)”.
Quando possibile, la ripresa si articolerà in diversi step: “Innanzitutto gli atleti saranno divisi in due gruppi e costantemente monitorati: atleti COVID+ accertati e guariti e atleti che su giudizio del responsabile sanitario abbiano avuto sintomi riferibili tra i quali temperatura corporea > 37,5 °C, tosse, astenia, dispnea, mialgie, diarrea, anosmia, ageusia) ed atleti COVID- e asintomatici nel periodo (non testati), anche coloro che sono stati a contatto con positivi ma sempre rimasti asintomatici e non testati. Inoltre e in particolare staff tecnico/societario o famigliari. Tutti gli atleti verranno poi sottoposti con continuità a tamponi e analisi del sangue alla ricerca del RNA virale. Se negativi, ogni quattro giorni si sottoporranno al test del tampone. Gli Atleti RNA positivi invece seguiranno le normali procedure di COVID+. Gli atleti verranno inoltre sottoposti a test da sforzo polmonare, ecocardiogramma color doppler, ECG Holter 24 ore, spirometria, esami ematochimici e TAC. Ora, tenendo conto di questo protocollo, non credo che tutte le squadre dilettantische riescano a mettere in pratica tutte queste disposizioni, e pertanto non si può non essere d’accordo con quanto sostenuto dall’FMSI circa un ulteriore rinvio”.
Tra i professionisti, un modello da seguire in Germania: “Ottima iniziativa quella della squadra tedesca, il Lipsia, che riprenderà a lavorare al centro sportivo di Cottaweg tra severe norme di sicurezza: la struttura verrà divisa in tre distinti campi di allenamento. Ognuno svolgerà un lavoro individuale, rigorosamente a distanza, allenandosi sul dribbling, corsa e tiri in porta, evitando quindi ogni contatto fisico. Poi ogni elemento in rosa userà la doccia nella propria camera”.
Al rientro, occhio agli infortuni: “Entrando piú sull’aspetto tecnico, bisogna dire che gli atleti sono fermi in un momento importante della stagione, con conseguenze problematiche sulla loro condizione atletica. Una di queste, il rischio di incappare più facilmente in infortuni perché, in deciso aumento considerando il calo della condizione e degli esercizi di prevenzione. Sicuramente ogni atleta sta svolgendo dei programmi di lavoro (programmi generici che spesso vengono svolti nei periodi di vacanze, ndr) ma è molto diverso se ci si allena per mantenersi in forma o ci si allena con l’obiettivo di una prestazione da atleta professionista. A tal proposito, credo che le parole di Ferrero, numero 1 della Samp, siano da esempio: “Un atleta non è una macchina che si spegne e riaccende”. Ergo, prima di tornare a giocare, servirà riprogrammare tutto e riproporre una preparazione atletica per ritrovare una condizione accettabile nel giro di 25-30 giorni, senza contare che chi è stato colpito dal virus, durante i primi allenamenti si sentirà fiacco”.

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