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Virtus Ottaviano. Longobardi sicuro: “Giusto fermarsi. Juniores? Mi piacerebbe continuare…”

5 anni. Più che una semplice parentesi, per lui Ottaviano è diventata a tutti gli effetti una seconda casa. Carmine Longobardi si è ritagliato a piccoli passi un ruolo da protagonista nella storia recente della Virtus Ottaviano. Dalla Prima Categoria all’Eccellenza, compreso il mesto ritorno in Promozione: la saracinesca di Scafati ha vissuto sulla sua pelle il meglio ed il peggio che il campo potesse dargli nell’ultimo lustro colorato di rossoblù.
A dir poco singolare il finale di quest’ultima stagione, decisa a tavolino da un maledetto virus che ha paralizzato tutto e tutti. Il peggio sembra ormai alle spalle ed anche lo sport, negli ultimi tempi, sta provando a darsi delle regole per provare a ripartire. Inevitabile lo stop, imposto dalla Lega e condiviso a pieno da Longobardi, per la corrente stagione poichè ancora troppo alto il rischio di contagiarsi per chi vive il calcio in ambito dilettantistico: “Scelta giustissima, non c’erano i presupposti per poter continuare. In queste categorie non ci sono strutture come quelle professionistiche e poi, in tutta sincerità, anche se dall’alto avessero dato l’ok per la ripresa io non me la sarei sentita di scendere in campo perchè rischi e responsabilità sono ancora elevati”.
Rossoblù terzi dietro corazzate quali Ischia e Pianura. Il gradino più basso del podio come premio al lavoro svolto, a fari spenti, da società e calciatori dopo la nefasta esperienza in Eccellenza: “Non dobbiamo rammaricarci per non aver potuto concludere il campionato, nonostante l’ottimo percorso intrapreso. Siamo una squadra giovane e, alla vigilia, nessuno avrebbe potuto pronosticare questo andamento. Con passione e sacrificio, abbiamo dimostrato di poter dire la nostra sul campo anche contro squadre più blasonate e con un budget economico superiore a disposizione. Nel calcio, a mio avviso, soprattutto in queste categorie, non basta spendere tanto per ottenere risultati. Serve organizzazione, umiltà ed unità d’intenti. Un po’ come abbiamo fatto noi due anni fa, conquistandoci sul campo il ritorno in Eccellenza grazie ad un gruppo coeso e fatto di uomini. Ci tengo, in questo senso, a ringraziare la società che anche quest’anno non si è fatta cogliere impreparata, portando avanti il proprio progetto e costruendo una squadra col giusto mix di giovani e senatori che si sono integrati alla perfezione all’interno dello spogliatoio”.
Dal campo alla panchina, doppio il contributo di Longobardi alla causa rossoblù, subentrato in corso d’opera a mister Iseo, alla guida della selezione juniores: “Da allenatore di un gruppo così giovane, il risultato e la classifica conta fino ad un certo punto. Certo, potevamo far meglio ma l’obiettivo primario è sempre stato la crescita di ogni singolo calciatore, migliorarlo sotto tutti gli aspetti per poter poi essere abile ed arruolabile in prima squadra. Da questo punto di vista posso ritenermi soddisfatto perchè in tanti sono riusciti ad esordire in Promozione. Mi piacerebbe poter proseguire questo percorso, mi stimola e mi diverte poter lavorare coi giovani”.

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