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Virtus Ottaviano. Coscienza e prevenzione, Albano: “Giusto fermarsi ma, alla ripresa…”

Il calcio ai tempi del Coronavirus. Anche la Virtus Ottaviano ha dovuto fare i conti con un avversario invisibile che ha costretto tutti ad un brusco stop. Tante domande, poche certezze su questo maledetto virus che è stato in grado di mandare in default prima la Cina, poi l’Italia, infine il mondo intero.
Difficile dibattere di sport in momenti come questo eppure quel pallone che in campo non rotola più racconta lo sgomento di chi, dentro e fuori quel rettangolo verde, coltiva una passione tra mille sacrifici senza più certezze da qui al prossimo futuro.
“Non ci si può fare un’idea di ciò che non si conosce – esclama Onofrio Albano, numero uno del sodalizio rossoblù, ai nostri microfoni -. Sono trascorsi diversi mesi dall’inizio di questa epidemia, in pochi hanno capito per bene cosa sia accaduto. Possiamo solo aspettare ed avere tanta pazienza”.
Priorità alla salute, inevitabile lo stop dei campionati: “Noi come Virtus abbiamo preso per primi la decisione di fermarci per tutelare il benessere dei nostri tesserati e delle loro famiglie. Nonostante il grande momento che la squadra stava vivendo, in lotta fin dall’inizio per i piani alti della classifica, il fattore agonistico è passato in secondo piano, considerando prioritaria la salute dei nostri ragazzi”.
Difficile oggi ipotizzare una data utile per poter tornare in campo: “E’ presto. Non ci arrivano segnali ma d’altronde in un momento come questo è davvero difficile fare pronostici o azzardare date. Io credo che a prescindere ne risentirà tutto il movimento: giusto portare a termine questa stagione ma sarà importante pensare anche alla prossima. Soprattutto guardando alle precauzioni e alla tenuta atletica. Ci sono ragazzi fermi da un mese, lavorare da casa seguendo le indicazioni dello staff tecnico non può garantire lo stesso impatto e vigore di una seduta a ranghi completi in campo. Da non sottovalutare poi un altro aspetto: in queste categorie, per tanti ragazzi, il calcio è e resta una semplice passione. Prima di tutto viene il lavoro e quando, finalmente, ci si potrà dedicare soprattutto a quello, alla ripresa avranno altro a cui pensare rispetto al calcio”.
Parola d’ordine, prevenzione: “Il gruppo, anche da casa, segue un percorso personale stilato ad hoc da mister Iervolino. Tutti si sono mostrati disponibili ma soltanto al rientro si potrà valutare lo status del gruppo. A mio avviso, poi, il Comitato dovrà farsi valere in termini di prevenzione e norme igieniche, per offrire garanzie e rassicurazioni per il proseguimento del campionato. Ora però bisogna strettamente pensare al presente: restiamo a casa, solo così potremo accantonare questa epidemia tra i brutti ricordi, come quando ci si infortuna e si è costretti a restare ai box per un po’…”.

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