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Virtus Ottaviano. Albano rompe il silenzio: “2018 di gioie e dolori, ma non ho rimpianti”

Zitti tutti, parla il presidente. Il numero uno della Virtus Ottaviano, Onofrio Albano, si è concesso ai nostri microfoni per un’intervista esclusiva in cui ripercorre pregi e difetti dell’anno appena conclusosi. Un 2018 decisamente dai due volti per i colori rossoblù: prima fase per cuori forti, con la grande cavalcata dei vesuviani conclusa col play-off vinto in un “Comunale” inspiegabilmente deserto contro il Grotta; il grande entusiasmo per il ritorno in Eccellenza ben presto però smorzato dalle difficoltà che hanno minato il percorso di un gruppo rinnovato, relegato in fondo alla classifica ed ancora oggi a caccia del primo successo in campionato.
Il nostro viaggio non può non cominciare dall’Eccellenza, una categoria restituita agli ottavianesi dopo oltre vent’anni di digiuno. Albano si esprime così sull’incredibile traguardo raggiunto nella passata stagione dai suoi ragazzi: “Il successo è sempre figlio di un lavoro svolto negli anni con costanza e capacità ma soprattutto con tanta volontà; scontato o meno, solo il tempo può darti una ragione, nessuno avrebbe scommesso su di noi e forse questa è stata lo spinta giusta per raggiungere questo obiettivo. I punti di forza sono stati sicuramente il gruppo che con tanta fatica
siamo riusciti a costruire ma come tutto quello che si fa, si parte sempre dai pilastri fondamentali e quelli sono qua anche oggi nonostante le difficoltà. Il difetto forse solo quello di non aver approfittato della situazione come forse tanti altri avrebbero fatto. Se potessi cambierei soltanto la cornice, la finale a porte chiuse non mi andrà mai giù, è stata una sconfitta per tutto il sistema calcistico locale perché la festa poteva essere sicuramente di una misura indefinita”.
L’entusiasmo è stato il filo conduttore che ha legato i rossoblù nel passaggio dalla Promozione al massimo palcoscenico del calcio regionale, uno stato d’animo che forse – alla lunga – ha un po’ annebbiato scelte e strade da percorrere in questo nuovo e sconosciuto sentiero: “L’entusiasmo ti proietta su dimensioni inesplorate, noi fortunatamente da un lato abbiamo sempre tenuto i piedi ben saldi per terra, dall’altro il nostro sogno ci ha impedito di essere lucidi in alcune scelte.  Sinceramente, credo che siamo stati sfortunati solo nella compilazione dei gironi, siamo capitati in quello peggiore, o meglio, in quello meno adatto ad una neopromossa, però nulla è stato ancora scritto. Rimpianti? Rientrano nella sfera di quei sentimenti che tendono a ridimensionare il lavoro svolto; per me c’è solo rammarico, nessun rimpianto”.
Magro il bottino di punti al termine del girone d’andata. Tre pareggi e quella casella delle vittorie che grida ancora vendetta: “Lo zero purtroppo è scaturito da alcune scelte di cuore che abbiamo fatto, abbiamo puntato su un gruppo di persone forse poco adatte a questa categoria ma che erano con noi da anni ed era giusto partire da loro. Poi, come sempre quando qualcosa non va, qualcuno ha preferito abbandonare, anziché restare e lottare. Il girone di ritorno è appena cominciato, noi ce la metteremo tutta per risollevarci ma senza patemi d’animo anche perché a noi non ci ha mai regalato niente nessuno”.
Da circa un mese coach Iervolino può contare, al suo fianco, sull’esperienza di Soviero: “La scelta di puntare su di lui è solo frutto di una presa di coscienza, quella di essere in una categoria dove nulla si può improvvisare e a noi non piace abbandonare come hanno fatto in tanti; abbiamo intrapreso questa strada perchè la riteniamo la soluzione più plausibile, solo alla fine si tireranno le somme”.
Chiosa finale di puro sarcasmo quella del patron Albano, che risponde un po’ a muso duro a chi mette in dubbio, dopo un’annata no, il progetto Virtus: “Tutti i nostri detrattori possono mettersi l’anima in pace. Il nostro è un percorso costruito da tanti anni e non sarà certamente un momento poco felice a cambiare i nostri piani: i colori rossoblù saranno sempre presenti sui campi che contano. Non cado nel tranello dei maligni, sono trascorse tante stagioni, i calciatori vanno e vengono ma due nomi sono sempre lì, sempre presenti, nel bene e nel male, a rappresentare sacrifici e lavoro per questa piccola grande realtà. Vorrei solo concludere con un ringraziamento a tutti quelli che nel momento più importante, quello di rialzare la testa e lottare, hanno deciso di abbandonare. Noi non ci abbatteremo, anzi ci hanno dato ancora maggior forza e sicurezza e non ci fermeremo di certo ora; avevamo puntato su persone che, a loro dire, hanno fatto categorie importanti ma, evidentemente, la categoria da seconda linea è una cosa è quella da condottiero è un’altra, quindi grazie a tutti. Polemiche a parte, voglio infine spendere un sincero apprezzamento a Paolo Borrelli che nonostante questo per lui sia solo il secondo anno in questa squadra, ha avuto il coraggio di affrontare questa seconda parte del nostro cammino senza far pesare l’abbandono di tanti altri”.

Foto: campaniafootball.com

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