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Ufficiale. Nola-Avino, è addio: “Tre anni indimenticabili”

C’eravamo tanto amati. Poche parole ma che rendono bene l’idea di quelle che sono le sensazioni che prova il ‘nostro’ Vincenzo Avino, portiere classe ‘86, ormai in procinto di lasciare Nola ed il Nola dopo un idillio durato per oltre tre anni.
Una parentesi felice quella che ha segnato l’esperienza del talento ottavianese con addosso i colori bianconeri. Dal trionfo ai play-off in Promozione, passando per la salvezza all’ultimo respiro in Eccellenza fino ad arrivare ai giorni nostri, ad un campionato vissuto da protagonista oltre alla splendida parentesi in Coppa Italia, con la finale di Pagani persa soltanto nella lotteria dei rigori contro il blasonato Savoia. Presenza costante in campo, pilastro di uno spogliatoio di cui, per un po’ di tempo, ha anche vestito i gradi di capitano.
È stato un po’ il simbolo della rinascita del Nola, e pensare che il binomio sarebbe potuto continuare. Intesa già raggiunta per il rinnovo in caso di Eccellenza, ma l’acquisizione del titolo sportivo del Savoia ed il conseguente passaggio in Serie D, ha sconvolto i piani, con la società che ha deciso, seguendo l’input tecnico, di puntare su due under di prospettiva per completare il parco portieri.
Profilo basso e zero rancore da parte di Avino che ha accettato di buon grado le scelte societarie, approfittando dei nostri microfoni per salutare la piazza e tracciare il suo bilancio personale al termine della sua esperienza coi bruniani: “Porterò sempre nel mio cuore il Nola, qui ho ossuto tre anni da protagonista, un’alchimia totale con una piazza di spessore, che merita palcoscenici sempre più importanti. Ne approfitto per salutare e ringraziare la vecchia proprietà, la famiglia Allocca, ed i nuovi soci, rappresentati dal presidente De Lucia, perché hanno fatto e stanno facendo tanti sacrifici per riportare questa squadra dove merita. Voglio infine abbracciare idealmente tutti i tifosi, un lusso assoluto per la categoria considerando la passione ed il calore che ci hanno sempre trasmesso in campo. Personalmente non lo reputo questo un addio ma soltanto un arrivederci, mi piacerebbe in futuro poter far in modo di incrociare nuovamente sulla mia strada questi colori”.
Sguardo inevitabilmente rivolto al futuro: “Le chiamate fortunatamente non sono mai mancate, sono per me attestati di stima perché vuol dire che fin qui ho lavorato bene sia in campo che fuori. Valuterò con calma tutte le opzioni, la categoria per me non è mai stata un problema, conterà il progetto che saprà trasmettermi più stimoli per ripartire di slancio verso una nuova avventura”.

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