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Real San Gennarello. Amarcord Coppa Campania, Malinconico: “Il ricordo più bello…”

Una scintilla. Basta appunto quella per rovesciare le sorti di una giornata. Una data, letta un po’ per caso che strappa però subito un sorriso. 6 Aprile 2016. Gli occhi s’illuminano, forse una lacrima solca le rughe in viso di chi sa di aver compiuto l’impresa. Una coppa tra le mani, una carezza a quel cimelio che racconta mesi di sacrifici e sudore: tutti insieme uniti per un solo obiettivo.
C’era una volta il Real San Gennarello. C’era una squadra, nata un po’ per caso, che però bruciò le tappe, smise i panni da Cenerentola per indossare l’elmetto e lottare per grandi traguardi. Da una parte la corsa a tappe in campionato, dall’altra la scalata in Coppa Campania. Eccolo il primo grande step. Il Chieve come ultimo ostacolo (poi spazzato via come il più comune degli sparring partner, ndr) nel sacro tempio del “San Francesco” di Nocera Inferiore: “E’ stata sicuramente in ambito sportivo la gioia più grande – commenta ai nostri microfoni Giuseppe Malinconico, vice-presidente della corazzata biancorossa -. Era il nostro primo anno d’attività, era quindi naturale farsi prendere dalle emozioni e dall’ansia in quei giorni. La vigilia l’ho vissuta con molta irrequietezza: non vedevo l’ora che iniziasse il match. Quando poi ho visto la tribuna del “San Francesco” colorarsi di biancorosso ho tirato un sospiro di sollievo. Mi sono calmato ma al tempo stesso ero orgoglioso per quella macchia umana, saranno stati più di mille, perchè è lì che ho capito che ce l’avremmo fatta, che avremmo portato la coppa a casa. Il triplice fischio, la festa, la corsa sotto la tribuna dove c’erano i nostri e poi il rientro in piazza, con tutti i cittadini a condividere la nostra impresa, sono cose che mi rimaranno sempre impresse nel cuore. Anche se a distanza di quattro anni, il ricordo è più che vivo e ci tengo a ringraziare ancora tutti i componenti di quella magnifica squadra, dai dirigenti al mister e fino al magazziniere, tutti hanno ricoperto un ruolo fondamentale in una stagione segnata dal doblete”.
Oggi purtroppo, il presente racconta di una crisi mondiale indotta da un nemico invisibile. Il Coronavirus ha cambiato vita ed abitudini di tutti noi ma con tempra e orgoglio ne verremo fuori: “E’ un momento molto buio per tutti gli italiani, non eravamo pronti per una tragedia del genere. La storia però viene in nostro soccorso, ci siamo sempre rialzati più forti di prima e sicuramente lo faremo anche adesso perchè siamo un grande popolo. Questo è il momento chiave: la curva dei contagi si sta appiattendo, abbiamo il dovere morale di fare l’ultimo sforzo restando
a casa”.
Poi, magari un giorno, quando tutto tornerà alla normalità, anche Malinconico potrebbe decidere di tornare in corsa, di ridare vita a quella maglia, a quei colori, ricostruendo la sua creatura: “Non ti nego che la voglia di tornare nel mondo del calcio è forte. Ho avuto diversi colloqui con amici e persone per entrare a far parte di progetti importanti, soprattutto uno di cui per scaramanzia non ne parlo. C’è in me una voglia incredibile di far rinascere il San Gennarello perchè è una piazza che ha dimostrato grande attaccamento ai colori. Per compiere questo passo bisogna però essere lucidi, avere le dovute garanzie di poter portare avanti un progetto, affiancato da persone fidate. La diffusione del Covid-19 certamente non favorirà investimenti, almeno nell’immediato, in ambito sportivo, bisognerà aspettare, avere tanta pazienza per capire come andranno le cose e studiare nuove mosse. Per ora mi sto concentrando sulla mia seconda passione, quella per le due ruote, dove insieme ad altri amici abbiamo fondato un team ciclistico, il “San Gennarello Bike”. Abbiamo tanti progetti in cantiere ma abbiamo dovuto, gioco-forza, frenare e rimandare il tutto a data da destinarsi. Il mio appello è rivolto a tutti gli ottavianesi: teniamo duro ancora per un po’, solo così potremo presto riappropriarci delle nostre vite”.

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