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Esclusiva. Sannino riparte dall’Honved: “Sfida stimolante in Ungheria”

Una nuova avventura all’orizzonte. Periodo di riposo piuttosto breve per Giuseppe Sannino: dopo la breve parentesi vissuta in C alla guida del Novara – centrando tra l’altro l’obiettivo play-off – per il tecnico nato ad Ottaviano si profila una nuova esperienza all’estero.
Valigia già pronta, destinazione Ungheria. A Sannino è stata infatti affidata la guida tecnica dell’Honved, squadra della capitale resa celebre dalla stella Ferenc Puskas, che ha chiuso l’ultimo campionato ai piedi del podio, alle spalle di Ferencvaros, Vidi e Debrecen. Una scalata ai piani alti che i magiari vogliono proseguire puntando proprio sull’esperienza, il carisma ed il credo tattico del tecnico vesuviano: “Non vedo l’ora di cominciare questa nuova sfida. Ho grandi stimoli per questa nuova avventura, l’idea poi di ripartire dall’estero si sposa a pieno con le mie esigenze. Ho trascorso già un po’ di tempo lì a Budapest, in molti – inconsciamente – potrebbero definirlo un calcio minore ma vi assicuro che non è così. La gente vive per il calcio, le strutture poi sono nuovissime e si punta tanto sui giovani. Prima squadra a parte, tutti i club curano al meglio le academy per costruirseli in casa i calciatori del futuro”.
Sentiero ungherese già tracciato da un altro trainer nostrano, Marco Rossi, passato proprio dalla panchina dell’Honved prima di ricevere l’incarico da commissario tecnico dei magiari: “Il suo è stato un percorso in crescendo. Sinceramente, mi sorprende il fatto che dalla nostra Lega Pro Marco abbia avuto il coraggio e la determinazione di imporsi all’estero, guadagnando la stima e l’affetto di una nazione intera che non smette mai di acclamarlo”.
L’obiettivo è quello di riportare in alto l’Honved. La società vuole investire ma dovrà vedersela con realtà consolidate quali Ferencvaros (campione in carica, ndr) e Vidi, senza dimenticare la parentesi in Europa League, coi preliminari in programma già a luglio. Una personale rivincita per chi, come Sannino, ha sfiorato quel traguardo quando era alla guida del Siena: “In coppa fu una gran bella cavalcata, arrivammo fino alle semifinali e ci dovemmo arrendere solo al Napoli che poi vinse quell’edizione. Sarà la mia prima volta in Europa, anche questo rappresenta per me un ulteriore stimolo”.
Prima però di voltare pagina in Ungheria c’è ancora tempo per un ultimo sguardo rivolto al nostro stivale, a quella B tanto bistrattata, specchio di un calcio – quello italiano – in coma profondo. Palermo e Salernitana, due sue ex realtà, coinvolte loro malgrado in un post season a dir poco surreale, tra ricorsi e carte bollate che soltanto oggi, con la sentenza della Corte d’Appello della Figc, ha decretato la salvezza dei rosanero e la disputa del play-out tra i granata ed il Venezia: “Questo è il problema atavico del nostro paese. Manca coraggio nel prendere decisioni forti: se non ci sono le condizioni per potersi iscrivere, è inutile chiudere un occhio, far disputare tutte le partite e poi preoccuparsi soltanto dopo delle conseguenze. Dispiace in primis per i giocatori, sotto il profilo strettamente tecnico, loro sul campo hanno meritato quel traguardo. Dispiace ancor di più poi per una piazza calorosa e passionale come Palermo. Anche a Salerno immagino siano stati giorni difficili, il play-out è come una finale in cui ti giochi una stagione intera. Annata un po’ così, tra alti e bassi anche per i tanti cambi in panchina, spero che la squadra possa centrare l’obiettivo se non altro per l’attaccamento dei tifosi alla causa granata”.
L’altro filo sottile è quello che lega Sannino ad Ottaviano, alle sue origini, mai dimenticate: “Fu davvero bello riabbracciare la mia città nella vigilia della sfida di coppa a Napoli. Tanta gente ad accogliermi, ho sentito il calore di una comunità che non mi ha mai dimenticato. Ogni tanto, quando posso, ci passo volentieri, le mie radici sono lì. Una promessa? Dai, spero presto di poter tornare, magari ci ritroviamo attorno ad un tavolo a raccontare storie ed aneddoti legati al calcio, o allo sport in generale”. Sok szerencsét mister.

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