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Emergenza Coronavirus. Di Martino scettico: “Non ci sono le condizioni per riprendere”

Il calcio ai tempi del Coronavirus. O piuttosto quel che resta di quel cuoio che, su quel rettangolo verde, non rotola più da circa un mese, o poco più. Un’epidemia senza precedenti, un piccolo – maledetto – virus: un nemico invisibile che ha messo in ginocchio un intero paese.
Drastiche le misure adottate dal governo che ha provato affannosamente a correre ai ripari, limitando il raggio d’azione di ogni singolo cittadino, bloccando – di fatto – tutte quelle attività o funzioni non prioritarie. E lo sport, certamente, rientra tra queste.
Tutti fermi, dunque, e non potrebbe essere altrimenti. Da casa, ci si interroga sui possibili risvolti, su prospettive e dinamiche – certamente non idilliache – a cui potrebbe andare incontro il calcio campano. Quello lontano dai riflettori, con minimi riscontri economici ma che si nutre di pura passione: “Il calcio dilettantistico sta vivendo uno dei momenti più tristi della storia – esclama ai nostri microfoni il tecnico, ottavianese doc, Luigi Di Martino -. Noi addetti ai lavori in questo momento dobbiamo mettere da parte la nostra passione. Il campo, inevitabilmente, ci manca: mancano gli allenamenti, le partite, anche se in questo momento abbiamo ben altro a cui pensare. Tutto il mondo deve stringersi e fare squadra per battere questo avversario invisibile, il Covid-19”.
Dura per Di Martino ipotizzare una data utile per riprendere a giocare. Piuttosto, per l’ex tecnico di Real San Gennarello e Sarno, la stagione appare quantomai compromessa: “Sono sicuro che ne verremo fuori anche se credo che non sia così facile come ci stanno facendo credere. I tempi saranno molto lunghi e per quanto riguarda i campionati in corso la vedo veramente dura poter ricominciare, almeno per quest’anno. Dall’Eccellenza in giù, a mio modesto parere, non ci sono le condizioni per continuare. Il problema adesso è trovare una soluzione definitiva, ma fino a quando non avremo dati più certi su questa pandemia è difficile pensare al calendario. Oggi tutti noi dobbiamo essere vicini alle persone più bisognose, a tutti coloro che non possono lavorare e mantenere le proprie famiglie. In uno scenario del genere, il calcio diventa l’ultimo dei pensieri, anzi chi può deve poter tendere la mano a chi è difficoltà. Supereremo questo momento, per poi ripartire tutti insieme”.

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