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L’anno zero del futsal ottavianese. Nunziata: “Senza strutture, impossibile portare avanti un progetto”

La fase 2 non rappresenta soltanto la rinascita dalla pandemia, ma anche e soprattutto – in termini sportivi – il poter gettare le basi per un rilancio del futsal ad Ottaviano, scomparso per la prima volta dalla geografia del pallone a rimbalzo controllato. Da qui l’idea, partorita dalla nostra redazione, di installare una vetrina virtuale per dare voce a chi, in passato, con passione e sacrificio, ha avuto il coraggio di investire tempo e danaro per portare in alto, in giro per la Campania, il nome del nostro paese.
Cominciamo questo cammino in compagnia di Saverio Nunziata, oggi dirigente dell’Atletico Saviano Fressuriello, ma legato a doppio filo alla sua città avendo guidato, in due fasi, la Real Ottaviano prima e la Polisportiva Ottaviano San Gennarello poi.

Stagione 2019/20, la prima senza un club ottavianese nel futsal, secondo lei perchè si è arrivati a questo triste epilogo?
“Si è arrivato a questo triste epilogo perché, coi regolamenti oggi in vigore, il futsal è un gioco che necessita di strutture indoor. Devi poter usufruire di un palazzetto, una casa propria, e il nostro territorio comunale non ha strutture idonee. In passato, tante altre realtà a tinte rossoblù non hanno potuto portare avanti il loro progetto (vedi Real Ottaviano e Fulgor Octajano Woman, ndr) perché ad Ottaviano, c’era e c’è ancora, una carenza di strutture”.

La tua ultima parentesi ottavianese, due anni orsono, da presidente della Polisportiva Ottaviano San Gennarello: promozione al primo colpo, poi il trasferimento a Saviano, come mai questa scelta?
“L’ultima parentesi che mi ha visto protagonista ad Ottaviano, quella con la Polisportiva, è stata una delle più belle, insieme al mio ‘socio’ Felice Picariello, e ai cugini La Marca riuscimmo a mettere su una vera e propria famiglia.  Un gruppo che riuscì nell’impresa di raggiungere la promozione in C2, immediatamente mettemmo in cantiere un progetto serio, perché l’obiettivo era quello di continuare a vincere e farlo ad Ottaviano. Poi però, per una scelta strettamente personale decisi di formalizzare una fusione con il Saviano, una compagine vesuviana già ben organizzata, che vanta un progetto solido e una struttura a disposizione. In casa nero-verde l’obiettivo è quello di raggiungere la cadetteria, e per chi vive questo sport con grandi ambizioni, era come ritrovarsi di fronte ad un bivio: due opzioni, costruire una squadra vincente ad Ottaviano per poi doverci rinunciare, perché in C1 hai bisogno di una struttura indoor, oppure sposare un progetto nuovo, con basi ben più solide. Seppur a malincuore, decisi di optare per la seconda strada che portò alla nascita dell’Atletico Saviano Ottaviano”.

Oggi ricopri un ruolo dirigenziale a Saviano: analogie e differenze tra le due piazze? Perchè lì ritiene più congeniale portare avanti un progetto di calcio a 5?
“Ad oggi ricopro un ruolo dirigenziale a Saviano, e posso dire che ambedue le piazze sono accomunate dalla gran voglia di fare sacrifici per raggiungere gli obiettivi. Non vi nascondo che ovviamente tra le due città (non me ne vogliano gli amici di Saviano, ndr) per una scelta di attaccamento e di legame naturale preferisco Ottaviano, ma ad oggi sono altrettanto certo che finchè non ci saranno le strutture idonee per fare un progetto ambizioso è difficile che un nuovo club rossoblè possa vedermi protagonista. Sarò ripetitivo ma non smetterò mai di dire che affinché ci possa essere un progetto serio ci debba essere per forza una struttura disponibile, altrimenti è inutile”.

Sotto il profilo strettamente tecnico, tanti calcettisti ma anche allenatori di Ottaviano si fanno valere in giro per la Campania, cosa servirebbe secondo te per riportarli tutti alla base?
“Ad Ottaviano ci sono grandi allenatori e calcettisti importanti, che fanno fortuna in altri paesi dell’hinterland vesuviano. Per fare un progetto ottavianese al 100% ci vogliono persone serie, che amano questo sport e gli interessi collettivi, ma che alla base abbiano una struttura dove la compagine possa allenarsi e giocare le partite ufficiali, altrimenti non si potrà mai parlare di progetto ambizioso e parecchi giocatori non torneranno mai a vestire la casacca della propria città”.

Sguardo al futuro, secondo te ci sono spiragli per un tuo ritorno a Ottaviano?
“Permettetemi un chiarimento in merito, non sono mai andato via da Ottaviano, per il mio paese sul fronte futsal, sono sempre pronto a dare una mano e un contributo, penso di essere stato chiaro nelle risposte, quindi se un giorno avremo un’amministrazione che è disposta a darci una mano nel mettere a disposizione una struttura che ci consenta di creare un progetto serio, sono pronto a dare un contributo più che concreto. E ti dirò, se un giorno dovrebbero esserci le basi, sono convintissimo che ad Ottaviano potrebbero esserci tanti progetti di futsal ambiziosi. In conclusione, colgo l’occasione per ringraziare la sempre disponibile redazione di OttavianoSport.it, per avermi concesso questa bellissima intervista”.


Foto: punto5.it

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