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L’anno zero del futsal ottavianese. Manfrevola tra passato e futuro: “Coi giusti presupposti…”

C’era una volta il futsal ad Ottaviano. Destino beffardo per una piazza da sempre legata al pallone a rimbalzo controllato che, appena un anno fa, poteva addirittura contare su tre rappresentati cittadine nel mondo del calcio a 5 (Ottaviano C5 e Città di Ottaviano in quarta serie, la Fulgor Octajano invece sul palcoscenico nazionale della serie A2 femminile, ndr).
12 mesi dopo, il mondo sottosopra. Prosegue la nostra inchiesta a mò di intervista a tutti i grandi protagonisti che, nel recente passato, hanno investito passione e risorse nel calcio a 5. Dopo Nunziata, Aprile e Fantini, una piacevole chiacchierata con Vincenzo Manfrevola, imprenditore impegnato nel mondo della ristorazione, ex patron qualche anno fa della Real Ottaviano che sfiorò l’impresa in Coppa Italia.

Prima stagione senza calcio a 5 ad Ottaviano, secondo Lei per quali ragioni si è arrivati a questo punto?
“Ci sono diverse ragioni alla base di questo triste epilogo. In primis per la congiuntura economica negativa, in secundis per la mancanza d’accordi ed unità d’intenti tra i vari dirigenti ed addetti ai lavori che in passato avevano reso possibile una crescita del movimento ad Ottaviano”.

Hai investito tanto da dirigente nel calcio a 5 e per un breve periodo lo hai fatto anche ad Ottaviano, da presidente del Real. Cosa ti porti dentro di quell’esperienza?
“Ho conosciuto e collaborato con persone per bene, sia tra gli addetti ai lavori, che tra i calcettisti a disposizione. E’ uno strano mondo, sotto il profilo dei risultati, nonostante gli sforzi ed i sacrifici, non si sa mai cosa ti può accadere (chiaro il riferimento alla finale play-off persa dai rossoblù in quel di Solofra, ndr).

Nemo propheta in patria. Perché per tanti addetti ai lavori è più facile investire fuori dal proprio paese?
“Anche in questo senso, mi sono fatto le mie ragioni. Credo, in sintesi, che al di fuori dei propri confini vengano maggiormente apprezzate le proprie capacità di gestione. In poche parole, la competenza viene gestita per merito e non per storia, per quanto fatto in passato. Ad Ottaviano poi in particolar modo si tende a criticare troppo, piuttosto che offrire soluzioni”.

Sguardo al futuro. Sarebbe pronto a rimettersi in gioco, alla guida di un nuovo club di futsal ad Ottaviano?
“E’ un’idea che mi stuzzica. Sì, non nego che, qualora ci fossero i presupposti, sarei dipsonibile ad impegnarmi, a patto che al mio fianco ci siano le persone giuste, pronte a condividere le mie stesse idee e a portare avanti un progetto importante”.

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