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L’anno zero del futsal ottavianese. Fantini al veleno: “Deluso sotto tanti aspetti. Ho chiuso con questo mondo…”

C’era una volta il futsal ad Ottaviano. Prosegue il nostro viaggio alla ricerca dei motivi che hanno cancellato, per la prima volta, il nostro paese dalla geografia del pallone a rimbalzo controllato. Dopo aver intervistato Saverio Nunziata e Domenico Aprile, la nostra redazione si è messa in contatto con Mario Fantini, ex patron della Fulgor Octajano Woman, unico dirigente sin qui a rappresentare Ottaviano nel calcio a 5, per due anni di fila, in ambito nazionale. Un duro sfogo da parte dell’ex presidente, amareggiato e deluso sotto tanti punti di vista nonostante, a più riprese, abbia investito tempo, danaro e passione nel calcio a 5.

Primo anno senza futsal ad Ottaviano, quali secondo Lei le ragioni principali?
“Le ragioni sono tante. La più importante, secondo me, è che tutti gli appassionati che hanno cercato di fare qualcosa in questo paese sono stati denigrati e non hanno mai avuto aiuti da parte delle Istituzioni. Senza parlare poi dell’altro problema legato alla mancanza di strutture, tanto è vero che con il progetto femminile, per due anni di fila in Serie A2, ho dovuto girare la Campania per trovare una casa. Inoltre, c’è da dire che gli ottavianesi, calcisticamente parlando, sono distruttivi, pensano di più ad alimentare guerre intestine invece di fare sport, e mi fermò qui”.

In principio la Fulgor Octajano, poi l’Athletic fino ad arrivare al progetto femminile di Iamunno alla guida della Fulgor Woman. Cosa ti porti dentro di queste tre esperienze?
“Della Fulgor maschile mi porto dentro molte delusioni. Sia per i giocatori, in molti non giocavano per la maglia ma per interessi personali e contrapposizioni varie, poi ho avuto modo di incrociare lungo il percorso tanti amici che pur essendo tutte delle brave persone non avevano bene a mente come si gestisse una squadra di futsal. Sul fronte femminile, invece, conservo straordinari ricordi. Ci tengo a sottolineare il fatto che quelli sono stati i miei tre anni più belli. Veramente ho fatto un’esperienza che mi ha profondamente cambiato, ho incontrato ragazze che hanno più attributi di noi uomini e che veramente hanno giocato per la maglia. Calcettiste che mi hanno dato tante soddisfazioni, sia calcistiche che umane: questa è una cosa che porterò sempre con me. Anzi, colgo l’occasione per fare un augurio particolare ad alcune di loro che ne hanno veramente bisogno in questo momento”.

In futuro ti immagini ancora nel futsal? Ci sono progetti in essere o considera chiusa la sua esperienza ad Ottaviano?
“Per quanto riguarda il futuro non ci sarà mai più un mio coinvolgimento nello sport e soprattutto nel futsal, né ad Ottaviano né da nessun’altra parte: con questo mondo ho chiuso. Colgo l’occasione per ringraziare chi per due anni mi ha dato la possibilità di fare la Serie A2 Nazionale, non faccio nomi ma ad Ottaviano ci sono ancora persone che hanno voglia e responsabilità di investire nel calcio a 5 e nello sport in generale. Faccio, inoltre, un grande in bocca al lupo a chi continua a portare avanti progetti sportivi ad Ottaviano, portando in giro per l’Italia il nome di questo paese perchè sono persone da ammirare. Saluto tutti e forse in un’altra vita ci rivedremo su un tappeto verde”.

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