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Emergenza Coronavirus. Futsal ai box, Iamunno: “Niente sarà come prima”

Quale futuro per il calcio a 5? Il Coronavirus ha tagliato letteralmente in due lo stivale: la curva dei contagi, dopo oltre un mese di misure restrittive, sembra ormai avviarsi verso una lenta discesa, spingendo un po’ tutti ad immaginare – qualcuno anche a fantasticare – la tanto attesa fase 2. C’è un paese intero da far ripartire: non sarà facile, la crisi economica è dietro l’angolo ma per scongiurare il peggio anche – e soprattutto – lo sport può rivelarsi un valido strumento per provare a dare una svolta.
Tra le discipline indoor a squadre più in voga, basket e pallavolo hanno già chiuso i battenti: solo il futsal, per ora, resiste ma i giorni che seguiranno le festività pasquali saranno quelli decisivi per capire, in un senso o nell’altro, se anche il pallone a rimbalzo controllato avrà smesso di rotolare.
Ne abbiamo parlato con Vincenzo Iamunno, ottavianese doc, allenatore di una brillante Woman Napoli, quarta nel gruppo C di A2 avendo però staccato il pass per le Final Four di Coppa Italia: “Innanzitutto ringrazio tutta la redazione per il supporto allo sport in questa situazione, dando voce e fiducia a tutti gli sportivi. Purtroppo viviamo un momento a dir poco surreale, siamo isolati in casa, apprezzando valori che prima vivevamo fugacemente, per il resto è chiaro che qualsiasi sportivo si sente come un leone in gabbia quindi il lavoro di campo, lo spogliatoio e soprattutto le gare sono quelle che mi mancano maggiormente”.
Inevitabile lo stop di tutto il movimento sportivo nazionale con il diffondersi dei focolai in tutto il paese: “E’ stato sacrosanto e giusto fermare tutto, lo sport muove e coinvolge un vasto giro di persone, certo è che si poteva gestire meglio l’emergenza, con più chiarezza e uniformità per tutto il movimento sportivo italiano, si è fatta troppa confusione e un po’ di distinzioni. Il problema è serio e riguarda tutti. Essendo uno sportivo tenace e determinato, sono fiducioso e speranzoso che quanto prima si possa vincere questa battaglia, in primis sanitaria, per poi avviare lo sport in generale, confidando di vivere un’estate calda e diversa sotto certi aspetti, con la possibilità di completare i campionati con le dovute attenzioni”.
Segnati, direttamente ed indirettamente, dal Covid-19, pur di tenersi in forma è la tecnologia ad offrire un supporto ad allenatori e staff nell’era dello smart training: “Non si molla, si fa quel che si può. Siamo sportivi e quindi sempre pronti ad allenarci oltre ogni evenienza. Abbiamo approntato un lavoro tenendo conto dello spazio a disposizione, tenendoci quanto più è possibile in forma. Certo, non ci prendiamo in giro: un conto è il lavoro di campo, un altro è quello che ci ritroviamo ad eseguire adesso però non ci fermiamo, diciamo che alla ripresa non ci ritroveremo con tutte le ruote bucate”.
Chiosa finale dedicata alle prospettive future, post Coronavirus: “Sicuramente questo nuova esperienza ci segnerà definitivamente riguardo a stile di vita e abitudini in generale, sarà tutto diverso. Credo che all’inizio si farà fatica ma successivamente miglioreremo per virtù e attenzione. Lo sport è uno degli strumenti più importanti per trasmettere messaggi ai bambini, ai giovani, e in questo senso potrebbe rivestire un ruolo ancor più fondamentale per ridare slancio a tutto il paese”.

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