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A tutto Iamunno: “Woman Napoli scelta ponderata. Ottaviano? Peccato sia fuori dal futsal…”

Cambiano i colori, ma la passione resta sempre la stessa. Lo sguardo rivolto al campo, alle sue ragazze e a quei movimenti: una routine per chi – maniacalmente – è alla ricerca della perfezione prima tattica e poi tecnica. Enzo Iamunno è così. Il futsal, col passare degli anni, è entrato sempre più nella sua vita fino a diventarne parte integrante, prima da calciatore, oggi da allenatore.
I fasti dell’Isef scudettata lo hanno spinto a rivivere l’ebrezza del futsal in rosa: tre anni alla guida della Fulgor, oggi il presente si chiama Woman Napoli. Un percorso brillante quello condotto sin qui dalle sue ragazze, terze in campionato alle spalle di Cerveteri e Virtus Ciampino, nel girone storicamente più duro di tutta l’A2: “Ogni nuova stagione diventa una nuova esperienza. Un nuovo progetto con rinnovate ambizioni. Woman Napoli è stata una scelta ponderata per tutta una serie di motivi. Tecnicamente ho sempre sostenuto che il ‘telaio Fulgor’, arricchito con qualche altro tassello, potesse realmente fare cose importanti. Manca ancora qualcosina a questa rosa, ma ad oggi posso dire che questo gruppo sta facendo cose importanti in un girone che, per valori e tradizione, ha uno spessore alto. Dove possiamo arrivare? Non saprei dirlo, per carattere tendo sempre ad innalzare l’asticella, esigo sempre di più ma soltanto a maggio vedremo dove saremo arrivati”.
Un lavoro – quello iniziato da pochi mesi alla corte del patron Mattiello – che però non è rimasto inosservato, soprattutto in ambito federale. Voci di corridoio che si rincorrono, spifferi dalla Capitale che potrebbero – chissà – colorare con un azzurro ancor più intenso il futuro di Iamunno: “Non posso nè confermare nè smentire queste voci. Sentir parlare del mio lavoro fa sempre piacere, mi gratifica e mi sprona in ogni attimo a migliorare. Ecco, forse tornando alla domanda precedente, partecipare al girone laziale, proporzionalmente al livello tecnico offre una visibilità che non passa inosservata. Il mio mentore, Perì Fuentes, diceva sempre: “Quando pensi di aver fatto un buon lavoro, sappi che si può decisamente fare meglio”. E’ chiaro che per un allenatore l’ambizione di poter essere responsabile di progetti importanti deve essere forte, ed in me lo è ancora di più”.
Inevitabile un passaggio su Ottaviano, la sua città natale, che per la prima volta dopo tanti anni è scomparsa dalla geografia del futsal nazionale e regionale: “Un vero e proprio peccato. Ricordo che nel 2007 cominciai un percorso con un manipolo di giovani ottavianesi che, secondo me, avevano buone prospettive. In quei tempi lavoravo per un presidente eccezionale, che vedeva lontano già allora. Potrei farti una ventina di nomi di calcettisti che tutt’ora sono in attività a certi livelli. Ho cercato in tutti i modi di realizzare il tutto nel mio paese ma purtroppo, e lo dico con un angolo al cuore, spesso lo sport non ha riconoscimento, nè gratitudine. Tutti sanno che per Ottaviano, grazie all’aiuto di persone che hanno messo la passione davanti agli interessi, mi riferisco a Mario Fantini, Antonio e Pasquale Iervolino, Luigi Romano, Domenico Aprile e Carmela Franzese, abbiamo portato avanti progetti importanti, invidiati da tutto il movimento di calcio a 5, sia in ambito maschile che femminile. Purtroppo tutto il nostro impegno, tutti i nostri sacrifici non sono serviti. Non ho ancora perso la speranza di ricostruire qualcosa di solido e duraturo per il mio paese, Ottaviano ha tutte le carte in regola per tornare in alto nel mondo del futsal”.
Chiosa finale dedicata al futuro: “Dove mi vedo da qui a qualche anno? Preferisco non fantasticare, resto concentrato sul presente. C’è una stagione ancora tutta da vivere. Un’idea forte c’è che mi solletica la mente, ma il lavoro attuale mi porta via tante energie fisiche e mentali. Dove allenerò? Lo scopriremo solo vivendo…”.

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